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Digitalizzare o non digitalizzare, questo (non) è il dilemma

Digitalizzare o non digitalizzare, questo (non) è il dilemma

Parlare di digitalizzazione nel 2020 non è la stessa cosa rispetto a quanto fatto nel 2019.

Il motivo è presto detto. In epoca recente raramente un evento ha aperto gli occhi in modo così evidente e traumatico rispetto ad una necessità latente nella società quanto l’emergenza provocata dal Coronavirus. Come i Fridays for future hanno aperto gli occhi a tantissimi giovani e adulti circa l’impossibilità di rimandare ulteriormente il processo di decarbonizzazione della nostra economia, così la pandemia di Covid-19 ha portato fra le altre cose a scoprire le opportunità del digitale a quei pochi che ancora non le avevano colte. Un evento negativo come pochi, in particolare per il nostro territorio, che però ha avviato quel processo di trasformazione culturale di lungo periodo che da tempo era invocato dai soggetti più innovativi di tutti i settori.

Ora non si tratta più di capire se avviare un vero processo di digitalizzazione, ma quando. E non fa eccezione il mondo dell’architettura.
DVA e altre realtà legate allo strumento digitale, da anni si stanno prodigando per la diffusione di mezzi innovativi nel pubblico e nel privato, operazione che passa attraverso un lavoro di formazione non facile ma fondamentale. La digitalizzazione, infatti, è un processo indispensabile per la stessa sopravvivenza delle tante realtà, spesso di piccole dimensioni, che caratterizzano il nostro mercato. Anche per questo ci siamo impegnati concretamente, partecipando a momenti di confronto sul tema, tavole rotonde e corsi di formazione. Ultima attività volta a diffondere la cultura dello strumento digitale fra i progettisti, in particolare l’uso del BIM (Building Information Modeling), è il video corso realizzato da DVA con CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori) e PPAN. Un ciclo di lezioni fatto dagli architetti per gli architetti e diviso in due moduli da quattro ore ciascuno. Un momento formativo rivolto agli iscritti che, come ribadito anche attraverso i nostri canali social, vuole essere un’occasione per vincere la resistenza al cambiamento e orientare correttamente gli investimenti.

Il vantaggio sotto il profilo economico è evidente. Per capirlo basta guardare ad una qualsiasi delle decine di operazioni affrontate da DVA dal giorno della sua fondazione nel 2015. Due interventi paradigmatici rispetto ai vantaggi che l’uso degli strumenti digitali portano sia in fase di concept che di cantiere, sono quelli per la realizzazione del nuovo Campus Bocconi e di Bellini 35.

Il nuovo Campus Bocconi, progettato dallo studio SANAA, nasce per rispondere alla domanda crescente di spazi dedicati a didattica, docenza, residenze per studenti e attività ricreative in ambito universitario. Le linee sinuose dei volumi, dal forte impatto estetico, hanno comportato un’attenzione particolare e non poche sfide durante la fase di cantiere. Passaggio fondamentale è stato il coinvolgimento di DVA da parte dell’impresa Percassi per lo sviluppo dei mockup digitali delle aule e dei blocchi dei servizi igienici. La consegna di un prototipo virtuale dei nuovi spazi alla committenza ha consentito di rispettare le forme disegnate dai progettisti e di facilitarne la costruzione. Grazie alle informazioni contenute nel modello 3D, è stato inoltre possibile gestire anche il fattore tempo, fra i principali elementi in grado di influire sui costi di qualsiasi operazione edilizia. La possibilità di disporre di scenari digitali 4D, infatti, ha permesso di strutturare processi costruttivi in grado di prevedere e ottimizzare ogni passaggio, riducendo così in modo significativo i costi di realizzazione.

Quello di Bellini 35 è uno dei progetti che meglio rappresentano il marchio di fabbrica DVA. Nell’intervento a Sassuolo, difatti, la committenza ci ha affidato la realizzazione e gestione di tutte le fasi, dal concept al cantiere. Si tratta di un manufatto nZEB (nearly Zero Energy Building) in armonia con il contesto e realizzato in tempi rapidi, fattore quest’ultimo riconducibile principalmente all’uso del BIM in ogni fase. Ma il Building Information Modeling ha consentito anche di risolvere le interferenze in tempo reale, gestire i costi con un livello di precisione quasi impossibili per un progetto con metodologia tradizionale. Un vantaggio che il gestore del volume si porterà per l’intero ciclo di vita dell’edificio, grazie all’assegnazione di un alter ego virtuale per ogni elemento.