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Progettare lo spazio
dell’abitare sostenibile

Bellini35, Sassuolo

Impatto ambientale quasi zero e un’idea di progettazione innovativa

Questi i punti di forza di via Bellini 35 a Sassuolo, un indirizzo di rilievo per la nostra società. Il motivo è presto detto: rimanda ad uno dei volumi che meglio ne rappresentano l’idea di progettazione.

 

«DVA è una realtà giovane ed innovativa che punta alla qualità del costruito e cerca di farlo con strumenti fino ad oggi poco utilizzati, quali innovazione e informatica, che non fanno comunque dimenticare ciò che è la progettazione e l’obiettivo finale: la soddisfazione del cliente per uno spazio sia interno che esterno dell’abitare che sia effettivamente qualitativo e che risponda ad una nuova esigenza di vitalità e socialità.»

 

Un manufatto sostenibile e in armonia con il contesto, realizzato in tempi rapidi (12 mesi di cantiere, 24 totali) anche grazie all’utilizzo della metodologia BIM in ogni fase progettuale. L’edificio si inserisce in un quartiere a prevalenza residenziale sviluppatosi tra gli anni Sessanta e Settanta e si contraddistingue per la capacità di adeguarsi alle forme dell’intorno nonostante rappresenti una novità sotto molti punti di vista. Su tutti il suo impatto ambientale, vicino quasi allo zero. Specifiche scelte infatti, come l’ottimizzazione degli impianti e l’utilizzo di fonti rinnovabili, hanno permesso di far ricadere l’edificio nella classificazione NZEB (Nearly Zero Energy Building) per l’Emilia Romagna nonostante sia stato progettato prima della loro effettiva entrata in vigore.

 

«Con questo progetto – racconta Renato Simoni, co-fondatore di DVA e progettista dell’intervento – abbiamo imparato a dare qualità a quello che costruiamo e a rapportarci con gli impianti in modo propositivo e proattivo. Ma anche a non subire l’impiantistica in un progetto ad alta efficienza integrando il mondo tecnologico con quello architettonico e della forma.»

Gli obiettivi raggiunti

A garantire qualità, risoluzione delle interferenze in tempo reale e attenta gestione dei costi è stato l’utilizzo del BIM che, inoltre, ha consentito di assegnare ad ogni elemento un alter ego digitale, azione utile anche per i futuri interventi manutentivi. Nelle intenzioni dei progettisti il manufatto è stato disegnato per stabilire una relazione di continuità fisica e percettiva con il contesto e non stravolgere il sistema edilizio esistente inserendovi un elemento contemporaneo. Un rapporto con l’intorno non semplice per un corpo solido e massivo che però è garantito dall’assenza di aggetti rispetto al filo esterno delle facciate, uno spazio di pieno-vuoto inframezzato da logge esterne.

La nostra storia d’architettura

Un’idea di progettazione innovativa

Con questo progetto abbiamo imparato a dare qualità a quello che costruiamo e a rapportarci con gli impianti in modo propositivo e proattivo. 

195

Elaborati 

12

Mesi di cantiere

1,5

mln valore dell’investimento

1

Premio Sostenibilità 2019

L’approccio compositivo ha privilegiato l’uso di materie locali, di forme pulite e l’ottimizzazione delle terrazze che si trasformano in un’estensione dello spazio abitativo interno. I volumi godono di una ventilazione naturale garantita da finestre e logge ricavate nell’involucro edilizio. Per quanto riguarda i materiali di finitura della facciata, la scelta è ricaduta sul klinker.

L’immobile, caratterizzato da cinque livelli di cui uno interrato, si compone di quattro appartamenti e un’autorimessa pertinenziale. I piani più alti ospitano gli appartamenti dalla metratura maggiore ed includono logge e ampie terrazze in copertura dotate di sistemi di shading in acciaio. Gli arredi site specific facilitano la relazione fra i diversi ambienti, ma sono stati inseriti anche per dar vita a spazi esterni dove gli inquilini potranno passare momenti piacevoli di svago.

L’edificio è costituito da un forte volume pieno rivestito, appunto, di tasselli in klinker, intervallati da marcapiano intonacato e posati con una trama che ricorda l’effetto visivo dei mattoni. A dare carattere al design dei prospetti è l’introduzione di elementi di discontinuità come aperture che lasciano l’architrave intonacato a vista.

Le fasi di progettazione

DVA ha realizzato la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, la direzione artistica ed il coordinamento BIM della commessa. L’intervento, fin dalle prime fasi di concept, è stato predisposto mediante realizzazione di un modello digitale architettonico a cui sono affluiti, in fase definitiva ed esecutiva, i modelli elaborati da strutturisti e impiantisti. Ciò ha permesso il coordinamento e la verifica delle attività progettuali. In fase esecutiva, le quantità dei materiali ed il relativo computo messo a disposizione delle imprese in gara sono stati realizzati mediante estrazione diretta dal modello esecutivo predisposto. Questo è stato utilizzato come base digitale per la verifica ed il controllo del progresso del cantiere, recependo le varianti costruttive ed eventuali adeguamenti. Un elemento importante che ha permesso di definire un modello AsBuilt finale che la committenza potrà utilizzare per attività di gestione, manutenzione e sperimentazioni, abbinate alla domotica e al comfort degli inquilini.

Ottimizzazione e controllo del processo

L’utilizzo del BIM e di modelli tridimensionali hanno permesso di sviluppare il progetto in tempi molto brevi, anticipando il dettaglio 1:1 del costruito, e quindi di verificare il progetto fin dall’inizio permettendo la realizzazione di un cantiere veloce, senza interferenze e senza difficoltà.

Renato Simoni, Co-fondatore DVA