fbpx

Una finestra sulla nostra realtà.

Follow Us

Casa Latomuro, abitare sulla linea di confine

Suzzara, Mantova

esempi progetti superbonus - casa latomuro
Highlights:

Committente privato 
70 mq SLP 
11 mt lunghezza dell’edificio 

Un progetto di archeologia al rovescio che ha preso forma grazie agli incentivi del Superbonus 110%una pietra miliare tra due mondi: il passato del centro storico e la contemporaneità del paese.

Insieme al cascinale nel centro storico di Ghedi – quello di Casa Latomuro è sicuramente tra i progetti legati al Superbonus relativi ad edifici unifamiliari più esemplificativi dell’approccio di DVA all’incentivo statale: sfruttare l’occasione dell’upgrade energetico per realizzare degli interventi di rifunzionalizzazione e riqualificazione estetica del costruito.  

Mantenendo gli elementi vestigiali dell’edificio originario come da prassi di un approccio “Dov’era/Com’era”, il progetto di Casa Latomuro può essere inserito nel filone narrativo della ricostruzione post sisma e del riuso, da cui ha preso ispirazione. 

Un landmark tra due mondi

Oggetto dell’intervento è un piccolo edificio disabitato degli anni ‘50 lungo poco più di 11 mt con accesso sulla strada per il centro storico di Suzzara che poggia sul muro di confine della proprietà.

Ed è proprio questo muro, che caratterizza la struttura e la rende unica, a diventare l’elemento fondante del progetto: una linea di confine che segna il passaggio tra due mondi, il centro storico e la contemporaneità del paese.  

Da vecchio magazzino l’edificio viene così trasformato e dalle sue macerie viene ricostruito per diventare una pietra miliare, un landmark che segna il passaggio tra due mondi.  

Una massa che si innesta sul perimetro esistente, disvelando come vecchie macerie porzioni murarie recuperate dall’edificio soggetto a demolizione. Un volume primario di calcestruzzo a vista che prende il posto di quello fatiscente e si contrappone per stile e struttura al villino in stile liberty che si trova al centro della stessa proprietà.

Messo in opera in maniera volutamente brutale, lasciando le sbavature e le imperfezioni dovute alla lavorazione e miscelando al calcestruzzo un pigmento “testa di moro” che rimanda alla terra e ai materiali edili tipici della zona, il nuovo volume è caratterizzato dalle strombature che disegnano il sistema delle aperture, ponendo enfasi al tema del peso temporale rispetto al valore materiale di un’opera e giocando per contrasto tra la matericità del cemento e la perfezione del vetro e dell’acciaio utilizzati per le finiture dell’ingresso e delle finestre. 

Una linea di confine tra il mondo rurale e quello urbanizzato

Questa piccola casa, dotata di spazi minimali, rappresenta l’immagine del rudere contemporaneo, un oggetto inscritto nell’ecosistema edilizio, con una parvenza di “non finito”; un luogo potenziale e in divenire capace di collocarsi tra il mondo rurale e quello urbanizzato. Il progetto è una “pietra miliare” che segna il confine tra il centro storico e la città urbanizzata di recente costruzione di Suzzara.

Lorenzo Brignoli, Architect DVA

Un luogo multifunzionale aperto alla comunità

Il progetto è un’archeologia al contrario, un luogo multifunzionale, che può essere customizzato in base alle necessità. Su richiesta della committenza, sensibile e integrata al contesto culturale locale, lo spazio interno dell’edificio è stato infatti pensato per essere trasformato in futuro in uno spazio aperto alla comunità, un co-working o un luogo di esposizione. 

Sulla base di questo programma multiuso la struttura è stata divisa in due zone: un primo spazio chiamato “Il Vuoto”, poco più alto rispetto allo standard, pensato per un uso domestico, ma anche per un co-working o una galleria espositivaun secondo spazio più piccolo e basso, dove il tema dello scavo diventa intimo sia per l’uso – bagno, disimpegno, stanza da letto – ma anche come ergonomia. 

Riprendendo lo stile dell’esterno anche i pavimenti e il soffitto vengono lasciati con il cemento a vista, mentre le pareti, per coibentare e rendere lo spazio più accogliente, sono state rivestite con dei pannelli di betulla. 

La luce, filtrando chiara attraverso le ampie vetrate o i lucernari nel soffitto, svela uno spazio essenziale e a misura d’uomo, con anfratti, nicchie e un piccolo giardino privato nascosto tra la parete e il muro di proprietà dove gli abitanti/fruitori potranno passare momenti in completa privacy. 

I prossimi step

Al fine di garantire un corretto intervento sulle strutture esistenti, con particolare attenzione alle strombature previste per le aperture di porte e finestre, è stata coinvolta nel progetto anche DVS, società della galassia DVArea che si affianca a DVA per quanto riguarda il progetto strutturale.  

Nello stesso lotto anche altri due edifici saranno oggetto di intervento: la villa in stile Liberty rimasta segnata dal terremoto che ha colpito la zona nel 2012 e una vecchia Dependance, anche questa disabitata da anni.