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Restauro del patrimonio culturale:
dove il passato incontra il futuro

Pescherie di Giulio Romano, Mantova

Pescherie di Giulio Romano Mantova
Highlights:

Fondazione Le Pescherie
di Giulio Romano
900 mq SLP
2017-2018

Quando tecnologia e arte s’incontrano si osservano esiti straordinari. È quello che è accaduto con il restauro delle Pescherie di Levante, opera cinquecentesca dell’architetto Giulio Romano e simbolo della città di Mantova che, dopo anni di sostanziale abbandono, si apprestano a tornare a nuova vita grazie all’iniziativa promossa dalla “Fondazione Le Pescherie di Giulio Romano”. Il monumento ha ripreso vita anche grazie alla digitalizzazione. L’utilizzo del BIM nei progetti di recupero del patrimonio esistente, noto anche come H-BIM (acronimo di Historical Building Information Modeling) ha consentito di pianificare al meglio gli interventi di recupero.

Non “solo” BIM

Qual è la differenza tra BIM e H-BIM? Se il primo si fonda sulla possibilità di digitalizzare un edificio ancora da realizzare, potendo in questo modo anticipare e risolvere criticità che impatterebbero sul cantiere in termini di tempi e costi, l’H-BIM parte invece dalla fase di conoscenza dell’edificio, dal punto di vista storico, geometrico e materico, per riuscire a programmare i lavori. Obiettivo è quello di dar vita ad un archivio digitale che consenta una conoscenza approfondita del manufatto, una sorta di “cartella clinica” virtuale fatta di documenti, rilievi, fotografie, modelli, che permetta al progettista di trovare la migliore soluzione possibile per “la cura del malato”.

La conoscenza del manufatto

La realizzazione del modello H-BIM si è basata, nella prima fase, sui dati raccolti nelle fasi di rilievo e sulla ricerca d’archivio. Grande importanza in questo senso ha ricoperto il rilievo laser scanner realizzato dalla società Piscan, che ha costituito la premessa necessaria per poter ricostruire tridimensionalmente il manufatto. Fondamentale anche la ricerca storica condotta dallo Studio Pda Associati di Mantova (responsabili del progetto di restauro), poiché la modellazione ha dovuto tener conto, oltre che della geometria dell’oggetto, anche di tutte le informazioni in esso contenute. Proprio la sintesi tra i dati storici e diagnostici emersi, permette di comprendere fino in fondo il sistema architettonico con cui si ha a che fare, specialmente se complesso e stratificato: un edificio dalle limitate dimensioni, ma che ha mostrato, per contro, una notevole ricchezza di temi. Il confronto con i dati integrativi al rilievo, inoltre, ha fatto emergere gli elementi di complessità dell’edificio, non visibili esteriormente.

L’importanza della conoscenza del manufatto

L’uso della metodologia H-BIM ci ha restituito, in prima battuta, una conoscenza più consapevole del manufatto che, di conseguenza, ha consentito una progettualità più precisa. In seguito, la scelta si è tradotta in un archivio digitale fruibile e facilmente indagabile di grande valore.

Sandro Scarduelli, Studio Pda

La traduzione della complessità del costruito storico nel modello H-BIM

La seconda fase del percorso progettuale, affidata a DVA, è consistita nell’elaborazione dei dati storici e di rilievo per la creazione del modello BIM dell’edificio giuliesco. La definizione di una corretta metodologia di modellazione ha assunto un carattere essenziale, ed è stata il risultato della riflessione sugli obiettivi e i futuri utilizzi del modello, identificando le informazioni minime e necessarie che esso doveva contenere.

Tra i temi principali affrontati, quello relativo alla difficoltà di far dialogare strumenti che sono il prodotto di algoritmi con oggetti la cui irregolarità non è riconducibile a un’equazione matematica. La complessità principale risiede nella rigidità insita nella modellazione parametrica degli strumenti ad oggi disponibili, che contrasta con la variabilità e le peculiarità del costruito storico. Nel caso di elementi impossibili da ricostruire con gli strumenti base offerti dal software di BIM authoring, sia per la geometria costruttiva che li caratterizza, sia per i fenomeni deformativi di secoli di messa in opera, sono stati studiati workflow ad hoc che si sono tradotti nell’ampliamento sia del numero di passaggi che dei software utilizzati.

Sviluppare un modello coerente con la realtà, infatti, è risultato solo il primo passo verso altri aspetti chiave della ricerca quali: il coordinamento tra le diverse discipline e la virtualizzazione degli scenari progettuali; la previsione di problematiche precedentemente riscontrabili solo in cantiere; l’ottimizzazione dei tempi e costi, scongiurando la minaccia di perdita di controllo e di qualità dettata dai metodi e dagli strumenti di progettazione tradizionale.

1

BIM&Digital Award

800

Milioni di punti rilevati

12

Software utilizzati

1536

Anno di costruzione

Il rapporto tra geometria e informazione nel modello H-BIM

Geometrie e materiali ma anche stati di degrado, fasi storiche, interventi ipotizzati dal progettista, dati dell’impresa che ha eseguito i lavori. Questo è un elenco, non esaustivo, della quantità di dati che possono essere inseriti e consultati nell’archivio digitale. Questi ultimi accompagneranno l’edificio in quello che resta del suo ciclo vita, agevolando il compito di chi dovrà occuparsi del progetto di restauro, della sua tutela e dei futuri interventi manutentivi.

La divulgazione del progetto H-BIM

Rispetto ai tradizionali metodi di rappresentazione e visualizzazione delle informazioni tecniche e specifiche di un manufatto edilizio, generalmente costituite da rappresentazioni bidimensionali cartacee, con l’introduzione del BIM ogni elemento è costituito da dati in grado di descriverlo nel suo complesso, in maniera tale da risultare di gran lunga superiore e precisa rispetto all’interpretazione della rappresentazione bidimensionale. L’obiettivo della divulgazione è quello fornire una maggiore consapevolezza del progetto e dei processi BIM based e delle possibilità che essi offrono, in modo che progettisti, committenti, e la collettività tutta, possano rapportarsi con queste nuove modalità di gestione delle “n-dimensioni” delle informazioni di progetto. In questo caso, l’utilizzo dell’applicativo BIMx ha garantito un modo più completo ed immersivo di condividere il progetto, sfruttando la realtà virtuale e permettendo agli utilizzatori di navigare in uno spazio 3D grazie all’utilizzo di un visore.

 

 

Vantaggi e potenzialità dell’approccio H-BIM per il restauro

L’esperienza delle Pescherie ci ha fatto capire che l’H-BIM determina nuove necessità per il progettista, sia dal punto di vista prettamente di modellazione, sia da quello informativo, a cui risulta ad oggi complicato dare risposte adeguate. Rimane indispensabile provare ad individuare le possibili risposte, consapevoli che l’innovazione culturale sia perseguibile solo per mezzo della condivisione delle diverse visioni ed esperienze della comunità scientifica e degli operatori coinvolti. Il BIM applicato al patrimonio edilizio storico è infatti un’opportunità incredibile per singoli interventi di recupero, ma ancor più come strumento nelle mani delle Pubbliche Amministrazioni per la digitalizzazione del patrimonio.