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Quando l’ingegneria incontra
il disegno della forma

Ponte Cittadella, Alessandria

Highlights:

Cimolai SpA
180 ml di lunghezza
2016-2017

Un ponte avveniristico e concettuale tra le rive del fiume Tanaro per ricordare i fasti del passato. L’infrastruttura progettata da Richard Meier & Partners, infatti, collega nuovamente Alessandria con la Cittadella del XVII secolo, che costituisce una delle più importanti e meglio conservate fortificazioni di questo genere in Europa. Il vecchio ponte Napoleonico, crollato a seguito dell’alluvione del 1994, è stato definitivamente demolito nel 2009 e poi sostituito con quello disegnato da Richard Meier.

 

«Il nuovo ponte – racconta l’archistar statunitense – nasce all’interno di un cerchio progettuale tra le rive del Tanaro. All’interno di questo cerchio la struttura può muoversi come le lancette di un orologio creando una sensazione di movimento, di dinamicità dello spazio.»

 

Quello di Alessandria è uno dei primi progetti di ingegnerizzazione che DVA ha affrontato e, per questo, rappresenta il punto di partenza di un percorso che si è arricchito in questi cinque anni di attività. Più che disegnare la forma, il nostro punto di forza sta nel renderla possibile relazionandosi con il committente, comprendendone le esigenze e costruendo una visione comune ed univoca.

Il ponte

Lungo 185 metri, alto 32,5 metri e di larghezza compresa fra i 7 e i 13 metri, il ponte si caratterizza per una sola campata, due strutture di sostegno delle carreggiate, tra veicolare e ciclopedonale, e una struttura con 26 stralli in acciaio e un arco inclinato di 21° rispetto alla verticale. A spiegare la scelta dei due impalcati era stato lo stesso Richard Meier:

 

«Pedoni e auto hanno esigenze totalmente differenti. Tutte le volte che si trovano a convivere, nessuno di loro è felice di essere in compagnia. Meglio due spazi separati che permettano ad ognuno di muoversi in libertà.»

La nostra storia d’architettura

Come realizzare un’ala d’acciaio lunga 180 metri?

Più che disegnare la forma, il nostro punto di forza sta nel renderla possibile relazionandosi con il committente, comprendendone le esigenze e costruendo una visione comune ed univoca.

La capacità di uso degli strumenti

La capacità di uso e gestione degli strumenti è la componente innovativa e più fresca del modo di affrontare la professione. Unita all'esperienza acquisita al fianco di chi ha la competenza tecnica di settore, ci permette di affrontare nel modo più proficuo ed efficace un progetto.

Alessandro Vitale , Co-fondatore DVA

La committenza

A coinvolgerci la Cimolai Spa, mandataria dell’A.T.I. che si è aggiudicata l’appalto. L’impresa ci ha incaricati della progettazione esecutiva e costruttiva, oltre che dell’ingegnerizzazione di progetto, con particolare attenzione al rivestimento in pannelli metallici che racchiude la parte inferiore del ponte. Una collaborazione funzionale, quella tra Cimolai e DVA, come confermato da Ennio Picco, responsabile dell’ufficio tecnico di Cimolai:

 

«Sono un nostro partner stabile perchè ci completano.»

 

Due i motivi per cui DVA ha ricevuto l’incarico:
– la capacità, in quanto società di architettura, di affiancare l’ufficio tecnico di Cimolai nello sviluppo progettuale, unendo la sensibilità sul progetto alla conoscenza degli aspetti tecnici;
– la padronanza nell’utilizzo degli strumenti e la capacità di dare una risposta specifica all’esigenza via via manifestata dal cliente.

Altrettante le richieste della committenza:
– la riduzione al minimo delle saldature in opera, al fine di ottimizzare il montaggio degli elementi in cantiere e anticipare le lavorazioni in officina;
– la tolleranza di montaggio: le geometrie complesse e i margini di errore ricavati dai dati di rilievo hanno richiesto lo studio di scelte progettuali ad hoc e in grado di considerare la tolleranza di lavorazione in opera.


Gli obiettivi

Il rivestimento previsto nel progetto non esisteva in produzione standardizzata, in quanto la geometria stessa del ponte e le sollecitazioni del vento imponevano l’utilizzo dell’acciaio in luogo di un più consueto alluminio. L’obiettivo, dunque, era quello di coniugare l’attenzione al design e alle geometrie dei rivestimenti, con la progettazione della sottostruttura (peso di 200 tonnellate), la produzione degli elementi di officina e il controllo dei carichi. Il tutto attraverso l’uso costante di strumenti di modellazione digitale e verifica delle possibili interferenze (BIM).
Determinante è stata la capacità di far dialogare gli strumenti più diversi, dai modellatori freeform per gestire la complessità geometrica come la doppia curvatura, fino ai software di progettazione parametrica volti all’ottimizzazione del processo di produzione, oltre agli strumenti di coordinamento per definire le interferenze fisiche degli elementi tra di loro prima di arrivare al montaggio in cantiere.

180

ml lunghezza campata del ponte

35000

Parti montate

5500

MQ rivestimenti in acciaio

60000

Fori per il fissaggio dei pannelli

La soluzione

La realizzazione di un mockup di circa 6 metri, rispetto ai 180 del ponte, ha permesso di analizzare preliminarmente criticità e aspetti positivi del lavoro fatto. In questa maniera ci si è accorti che la complessità geometrica del rivestimento avrebbe determinato la produzione di un enorme numero di pezzi tra di loro differenti, con evidenti ricadute in termini temporali ed economici per la produzione. Il committente ci ha chiesto di fare un percorso di ottimizzazione che ci ha portati a progettare tutto il ponte con un numero molto limitato di pezzi rispetto a quelle che erano le premesse. A questo è seguita la consegna di un modello coordinato e privo di sovrapposizioni con elementi già presenti in cantiere, come le carpenterie pesanti e l’impalcato stradale. Il progetto ha richiesto anche una forte interlocuzione con la Soprintendenza, per la commistione tra le vestigia del vecchio ponte napoleonico e la nuova struttura. Gli aspetti storici e monumentali legati all’appoggio dell’impalcato sulle pile storiche e le conseguenti questioni più tecniche, legate all’accessibilità e all’ispezionabilità del ponte, hanno comportato particolare attenzione alla progettazione dei componenti metallici.

Cronologia

Nel dicembre del 2015 è stato avviato il progetto del mock-up. A maggio 2016 la progettazione del resto del ponte. Il 23 ottobre 2016 c’è stata l’inaugurazione per i pedoni a cui è seguita, il giorno successivo, quella al traffico veicolare.