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Una lunga storia
di rigenerazione

Nuova Scuola Politecnica, Genova

Nuova Scuola Politecnica Genova
Categoria
Highlights:

Euromilano SpA
60.000 mq SLP
2018-in corso

L’esigenza di accorpare sedi sparse negli edifici storici dei centri cittadini e la consapevolezza che l’edificio universitario non sia ormai più fine a sé stesso, quanto il fulcro di una vera e propria cittadella, stanno spingendo tutti i maggiori atenei italiani ad investire nei campus, con progetti ambiziosi che spesso diventano elementi di ricucitura del tessuto urbano o di rigenerazione di aree dismesse.

Un parco scientifico d’eccezione

È proprio questo il caso della Nuova Scuola Politecnica dell’Università degli Studi di Genova, un ambizioso progetto che si lega a un piano urbanistico più generale agli Erzelli, dove sta sorgendo Great Campus, il più grande parco scientifico e tecnologico d’Italia su iniziativa di Genova High Tech S.p.A. La collina degli Erzelli appare oggi come un paesaggio perduto, a causa degli sbancamenti avvenuti negli anni ’60 che ne hanno irrimediabilmente alterato il profilo. Dopo essere stata ulteriormente degradata dai container depositati lì per oltre vent’anni, torna oggi a nuova vita con un progetto avveniristico. Come evidenziato da Genova High Tech:

 

 «Più di 400.000 metri quadrati immersi nel verde e affacciati sul mare. Il luogo ideale dove le aziende innovative possono crescere e svilupparsi a contatto con Università e centri di ricerca.»  

 

Il nuovo landscape del ponente genovese

Il complesso universitario, che occuperà uno degli 11 subsettori del Great Campus, sarà costituito da due lotti, per complessivi 100.000 metri quadrati circa di superficie costruita. Il lotto A, costituito da un unico e articolato edificio che conterrà i parcheggi, la piastra dedicata alle aule e agli spazi studio, la corte, le torri dipartimentali. Il lotto B, invece, conterrà i laboratori tecnologici. In questo modo, più di 5mila tra studenti, docenti e personale amministrativo, popoleranno la Nuova Scuola Politecnica e la collina degli Erzelli, rigenerando il landscape del Ponente genovese.

Nuova Scuola Politecnica Genova

Una storia lunga dieci anni

L’inizio dell’iter politico-amministrativo risale al 2007, anno in cui è stato sottoscritto il primo accordo di programma tra Regione Liguria, Comune di Genova e Università di Genova. Parallelamente l’architetto Mario Bellini redigeva il progetto prestazionale, così chiamato in quanto, pur non essendo sviluppato fino al grado definitivo, conteneva tutte le informazioni necessarie ad ottenere l’assenso da parte di Unige sulla rispondenza alle proprie esigenze. Dopo alcuni anni di accelerazioni e brusche frenate, l’iter progettuale è ripartito nel 2017, con la sottoscrizione dell’accordo di programma sostitutivo di quello del 2007. È in questo momento che DVA, insieme ad un raggruppamento di cinque professionisti, ottiene l’incarico da EuroMilano per la redazione delle successive fasi progettuali: il progetto definitivo propedeutico all’ottenimento dei titoli abilitanti a costruire ed il progetto esecutivo finalizzato all’appalto ed alla cantierizzazione dell’opera.

Una lavoro di ricostruzione

Approcciare questa commessa ha significato, prima di tutto, ripercorrere i dieci anni precedenti attraverso l’analisi dei documenti, degli atti ufficiali, degli elaborati progettuali, dell’apparato normativo. Riannodare i fili di un progetto così complesso, sfilacciato nel tempo, e caratterizzato dalla presenza di tanti attori diversi (Unige, la pubblica amministrazione, Ght ed EuroMilano in qualità di project manager), ha comportato un grande impegno, anche in termini temporali. Senza questa attività propedeutica, non sarebbe stato possibile cominciare a sviluppare il progetto definitivo, adeguarlo alle normative vigenti, all’evoluzione tecnologica ed alle esigenze dell’Università, in parte mutate per il tempo trascorso, DVA ha assunto un ruolo di riferimento fondamentale per la Committenza, per il team di progettisti e per gli enti, nell’ambito di questo processo di rigenerazione che ha portato alla consegna del progetto definitivo. Non ultimo, tra gli aspetti fondamentali, quello relativo al complesso iter amministrativo, che, trattandosi di opera pubblica, vede coinvolti numerosi enti per l’emissione del titolo autorizzativo unico.

Tutti i numeri

Trentacinque professionisti, 14 discipline, 400 elaborati, 15 enti, sono le cifre dell’impresa. Trattandosi di un’opera pubblica di importo superiore ai 100 milioni di euro, la progettazione esecutiva doveva essere realizzata con metodologia BIM. La scelta di EuroMilano e di DVA, in qualità anche di coordinatore del raggruppamento temporaneo di progettisti, è stata quella di sviluppare in BIM, per tutte le discipline, anche la fase di progettazione definitiva. Anche questo è stato un aspetto determinante, in quanto la creazione del modello federato, ha permesso di comprendere meglio il progetto prestazionale realizzato in 2D ed individuare le parti o gli aspetti che necessitavano di maggiore approfondimento e verifica.

400

Elaborati progetto definitivo

35

Componenti del team di progettazione multidisciplinare

14

Discipline coordinate

15

Enti coinvolti nell’iter autorizzativo

Un'iniziativa sfidante

Nell'ambito di una gara che abbiamo promosso, DVA si è candidata offrendo il servizio BIM integrato al progetto di architettura, proponendo una chiave di lettura del processo e delle fasi di cantiere che si presenta lungo nel tempo e particolarmente complesso.

Stefano Elli, Socio Fondatore di Review, Gruppo EuroMilano

Un percorso innovativo

Abbiamo lavorato con DVA per tenere sotto controllo i processi, efficientando la fase di coordinamento e capitalizzando il valore del dato e dei suoi potenziali ritorni.

Stefano Elli, Socio Fondatore di Review, Gruppo EuroMilano