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Sostenibilità ambientale e retrofitting

Sostenibilità ambientale e retrofitting

Sostenibilità ambientale e retrofitting

Il 2020 è stato l’anno del Superbonus: quale opportunità professionale rappresenta per i progettisti? Potrebbe generare un diverso tipo di dialogo con le utilities e stimolare la realizzazione di progetti innovativi di retrofitting?

Il patrimonio edilizio italiano

Sostenibilità ambientale e retrofitting. In Italia, emerge dal rapporto “Ispra Snpa 2020”, cresce più il cemento che la popolazione. Se a questo aggiungiamo la presenza di un patrimonio edilizio di non recente costruzione, possiamo facilmente avere una fotografia del costruito nel nostro Paese. Attualmente, su un totale di circa 12 milioni di edifici, sono circa 2 milioni quelli a essere in uno stato conservativo pessimo o mediocre. Il 75% del totale (fra i 9 e gli 11 milioni) è rappresentato da edifici residenziali in classe energetica G, ovvero i più energivori. Si tratta di manufatti realizzati prima degli anni ’70 a cui, secondo le stime dell’ufficio studi Gabetti 2020, vanno aggiunti tra i 2 e i 4 milioni di edifici realizzati successivamente. Come cittadini e progettisti abbiamo l’obbligo di invertire questa tendenza. Come? Dando nuovo valore al suolo e agli spazi aperti grazie ad una visione sistemica dell’intero comparto delle costruzioni. Come architetti, poi, possiamo contribuire con un approccio complessivo, che vada oltre la semplice visione urbanistica, pensando ad una nuova sostenibilità del vivere sia come stile di vita nuovo, circolare e collettivo, sia come attenzione a nuovi materiali e metodi di progettazione e realizzazione.

Riqualificazione e sostenibilità ambientale

L’architettura oggi deve diventare un’opportunità per l’abitare sostenibile, sapendo che riqualificare il patrimonio edilizio residenziale è fondamentale per affrontare, nel migliore dei modi, il cambiamento climatico e l’emergenza ambientale. Argomenti, questi, tanto prioritari a livello globale quanto centrali per raggiungere gli obiettivi nazionali su efficienza energetica, fonti rinnovabili e riduzione delle emissioni di CO2. DVA guarda al tema attraverso un approccio multidisciplinare grazie al supporto di nuovi strumenti che, grazie alla digitalizzazione e all’analisi del dato, cercano di creare legami tra la comunità ed il suo territorio. Tutto ciò sapendo che la qualità dello spazio pubblico è determinante per evitare che le città si trasformino in spazi di bassa qualità e dominate da edifici energivori che non garantiscono un abitare sostenibile e un benessere, né privato, né collettivo. Già oggi attraverso metodologie BIM e un nuovo modo di approcciare il cantiere, implementando procedure e metodologie specifiche, si possono ottenere risultati di assoluto impatto sotto questo profilo. Solo per citare il consumo di suolo, si guardi alla riduzione sempre più marcata dell’utilizzo di terra vergine nei cantieri, o al controllo dell’utilizzo dei materiali di scavo, come successo fatto in occasione del nostro coinvolgimento nel progetto per il nuovo H-FARM Campus di Roncade (TV). Inoltre, grazie alla progettazione integrata di edifici smart, possiamo contribuire ad ottimizzare l’utilizzo complessivo di energia dando vita a costruzioni sempre più adattive rispetto alle condizioni climatiche esterne.

Superbonus 110%

All’interno di questa analisi, l’introduzione del cosiddetto Superbonus110 (DL n° 34/2020 “Decreto Rilancio”) diviene un volano importantissimo per il benessere collettivo. Più nello specifico rappresenta un’opportunità per il comparto edilizio italiano, soprattutto guardando ai grandi complessi condominiali, ma anche un’opportunità per ogni progettista di innovare e migliorare qualitativamente e compositivamente il costruito delle nostre città. La sfida che ci siamo posti in DVA, declinata attraverso l’acquisizione di circa 61 commesse relative all’applicazione del Superbonus110 su grandi condomini, è proprio quella di andare oltre la mera pratica edilizia per sostituire la caldaia e fare un nuovo cappotto all’edificio. L’obiettivo è quello di creare occasioni di riqualificazione di piccoli pezzi urbani di città. Si parte dal restyling delle facciate per applicare un cappotto e la sostituzione dei serramenti, per proseguire con la sostituzione degli stili compositivi grazie all’utilizzo del colore e dei materiali. Una sorta di piccoli rammendi all’interno del tessuto urbano che siano volano e occasione per dare nuova vitalità e centralità a quartieri ormai datati e a edifici spesso anonimi.

Operativamente abbiamo fin da subito digitalizzato gli immobili mediante rilevazione laserscanner. A questa fase preliminare è seguita la creazione del modello digitale volta a facilitare e mettere a sistema l’analisi energetica mediante appositi software. Questo ci ha permesso di simulare direttamente sul modello le possibili soluzioni tecniche per il raggiungimento dei parametri energetici richiesti ai fini dell’incentivo fiscale, tenendo contemporaneamente sotto controllo gli aspetti compositivi e andando a studiare soluzioni architettoniche specifiche per ogni condominio. Abbiamo quindi collegato tutti gli interventi su una piattaforma digitale per il controllo e la gestione delle singole commesse, passaggio molto utile per raccogliere i dati e predisporre i documenti necessari ai fini delle diverse pratiche. La piattaforma collaborativa di gestione documentale dell’intero iter per ogni singolo condominio ci ha permesso di avere il controllo completo di quanto realizzato e di condividere soluzioni e pratiche comuni, lasciando libertà al progettista di concentrarsi sugli aspetti qualitativi e urbanistici dell’intervento. 

Renato Simoni, Socio Fondatore @ DVA

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Questo articolo è tratto dal secondo volume del nostro Booklet “Dimensioni d’architettura”. In questa edizione abbiamo focalizzato l’attenzione sul tema education, raccontando il nostro punto di vista, i progetti sviluppati in quest’ambito e l’attenzione alla cultura della digitalizzazione.