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Sostenibilità delle costruzioni, la forza della digitalizzazione

Sostenibilità delle costruzioni, la forza della digitalizzazione

Domani, 5 dicembre, è la data che dal 2013 è indicata dall’ONU come la “giornata del suolo”, un momento di sensibilizzazione verso il ruolo centrale che il suolo ricopre nella nostra vita quotidiana e l’utilizzo che ne viene fatto.

L’appuntamento, osservato attraverso la lente di chi si occupa di architettura, richiama due temi fondamentali e strettamente correlati fra loro: il contenimento del consumo di suolo e la rigenerazione urbana. Entrambi oggetto di ampio dibattito, sono facce della stessa medaglia, quella della sostenibilità del costruito e di conseguenza, delle nostre città.

Spesso si parla del ruolo sempre più importante che i centri urbani avranno in futuro, ma poco si dice rispetto agli sforzi necessari se si vuole davvero centrare l’obiettivo di decarbonizzare la nostra economia entro il 2050, come annunciato dalla Commissione Europea poco più di due anni fa. Senza dubbio il comparto produttivo e industriale sarà costretto ad adeguarsi a norme sempre più stringenti in termini di impatto ambientale, ma altrettanto importante sarà l’intervento sul costruito. Per capirlo basta leggere alcuni dati esemplificativi (fonte ISPI). Ad oggi il 3% della superficie terrestre è ricoperto da città all’interno delle quali vive il 55% della popolazione mondiale. Questi centri urbani producono il 70% delle emissioni di gas serra, sono responsabili del 70% della produzione di rifiuti solidi e consumano il 75% di tutta l’energia prodotta. La sfida è quindi molto grande e solo facendo squadra nei diversi settori produttivi sarà possibile uscirne vincitori.

“In Italia cresce più il cemento che la popolazione (Rapporto ISPRA SNPA 2020). Abbiamo l’obbligo di invertire questa tendenza e dare nuovo valore al suolo e agli spazi aperti grazie ad una visione sistemica dell’intero comparto delle costruzioni; come architetti possiamo avere un approccio complessivo che vada oltre la semplice visione urbanistica, pensando ad una nuova sostenibilità del vivere, sia come stile di vita nuovo, circolare, collettivo, sia come attenzione a nuovi materiali e metodi di progettazione e realizzazione.” Renato Simoni, Co-fondatore DVA

DVA è molto attiva sul fronte della sostenibilità del mondo delle costruzioni. Insieme a innovazione, infatti, sono due parole radicate nel Dna della società fin dalla sua fondazione nel 2015. Un elemento che dalla teoria passa alla pratica e si traduce in progetti che mettono sempre al centro la qualità della vita delle persone e il sistema ambientale. Fondamentale per ridurre l’impatto del comparto delle costruzioni è, infatti, il passaggio verso l’utilizzo di elementi prefabbricati, l’attenzione all’intero ciclo di vita degli edifici e un rapporto molto più stretto fra tutti i soggetti della filiera.

“Molteplici sono infatti gli aspetti che andrebbero considerati all’interno del progetto: da quelli energetici a quelli sociali, da quelli gestionali a quelli ambientali. Il cambio è culturale prima che pratico, di stile di vita prima che legislativo.” Andrea Solazzi, Co-fondatore DVA

A rendere possibile tutto ciò è un altro dei punti di forza di DVA: la digitalizzazione. Una parola che significa molto di più che il semplice risparmio di carta. Si tratta infatti di un processo che permette di efficientare ogni fase del progetto: dall’ideazione del concept al cantiere. In questo senso, l’ultimo esempio concreto di quanto siano correlate la sostenibilità e l’innovazione, arriva dalla nostra collaborazione con la Carron Costruzioni Generali per la realizzazione del nuovo H-Campus di Roncade (TV). Grazie all’uso di un modello BIM strutturato appositamente per la commessa, attraverso tools del software di authoring, è stata possibile anche l’estrazione del bilancio dei terreni come gli scavi ed i re-interri. Questo ha consentito a DVA di verificare gli esatti volumi di scavo, stoccaggio e riuso delle terre, oltre a simulare l’attività di movimentazione. Un passaggio che ha permesso di indicare una stima precisa del numero di camion e risorse umane da impiegare, con un risparmio evidente in termini di costi per l’impresa e di minori volumi di CO2 prodotti.

Mentre H-Campus è appena stato inaugurato, DVA sta portando a termine anche il Campus Cattolica a Brescia, realizzato negli spazi dell’ex Seminario Diocesano, e si appresta a cominciare alcuni nuovi importanti incarichi di rigenerazione urbana a Milano, in aree ex industriali nella zona di Porta Romana. Qui sorgeranno nuovi complessi residenziali che rigenerano la città, creando luoghi urbani per la socializzazione, aree verdi e nuovi spazi per l’abitare sostenibile.